Black Mirror: recensione della quinta stagione [NO SPOILER]

 

 

Black Mirror dal 5 giugno è tornato sulla piattaforma streaming Netflix con una quinta stagione da tre episodi: Striking Vipers (leggi qui la recensione), Smithereens (leggi qui la recensione) e Rachel, Jack and Ashley Too (leggi qui la recensione). Qui analizziamo la quinta stagione, senza spoiler.

Black Mirror ci è sempre piaciuto per i suoi temi sulla fantascienza, futuri distopici e idee che per quanto assurde sono tutte verosimili. In questa quinta stagione sembra che i creatori abbiano voluto provare qualcosa di nuovo, puntando su un potente cast in ogni episodio e con trame semplici e non sempre simili al classico tema di Black Mirror.

Trailer

https://www.youtube.com/watch?v=yLakFCC44io

Come nelle prime stagioni di Black Mirror, prima che Netflix ne acquistasse i diritti, gli episodi sono solo tre: Striking Vipers è il primo episodio, con la star di Avengers Anthony Mackie, ed è anche quello più fedele al tema della serie. Con il tema principale della realtà virtuale, mostra come le sensazioni e le emozioni cambino quando ci troviamo in un altro tipo di mondo (appunto, quello virtuale). Con un buon potenziale che però viene sfruttato male. Il secondo episodio della stagione, Smithereens, con gli attori Andrew Scott e Topher Grace, è già più lontano dal tema principale della serie eppure il messaggio che tenta d’inviare arriva forte e chiaro allo spettatore con anche più emozione e sentimento. Rachel, Jack e Ashley Too è il terzo ed ultimo episodio di questa quinta stagione: con la ex-star di Disney Channel, Miley Cyrus, l’episodio mostra la storia della cantante in un’episodio che si colloca proprio a metà fra i classici temi di Black Mirror e altri più di attualità. Infatti la tecnologia ha un ruolo secondario, rispetto alla storia della cantante e delle due sorelle protagoniste.

Black Mirror è una serie britannica prodotta da Charlie Brooker, prima distribuita da Sky Cinema in Italia e dopo le prime due stagioni formate da tre episodi e uno speciale, nel 2015 Netflix ne ha comprati i diritti, producendo altre tre stagioni e un film interattivo, Bandersnatch.

Ma è possibile dire se la quinta stagione di Black Mirror è o no una buona stagione? E’ difficile dare un unico giudizio in merito, in quanto è vero che questa stagione è distante dal vero Black Mirror (e s’intendono le prime due stagioni della serie), pertanto non significa che sia da buttare. Gli amanti del genere possono trovare questi episodi deludenti, ma per quanto riguarda la storia, passa da trame semplici a dare messaggi forti. L’episodio che abbiamo trovato più sottotono è Striking Vipers, dove la morale non è sempre veritiera, ma il messaggio dato ci lascia con una leggera speranza nell’episodio stesso.

 

 

 

 

 

 

 

 

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