Tredici, Recensione della terza stagione: top o flop? (SPOILER)

Tredici 3 su Netflix recensione: chi ha ucciso Bryce Walker?

 

 

Lo scorso venerdì 23 agosto è stata rilasciata, sulla piattaforma streaming Netflix, la terza stagione di Tredici, serie liberamente ispirata all’omonimo romanzo di Jay Asher, dal quale ormai riprende solamente i personaggi. Nonostante non fossi d’accordo con la continuazione del telefilm, dato che ho letto il libro in un pomeriggio ormai tanti anni fa e l’ho considerata una bella storia auto-conclusiva, ho deciso di dare un’opportunità anche a questa terza stagione che poteva sembrare interessante.

Questa nuova parte della storia si apre con un unico, grande mistero: chi ha ucciso Bryce Walker? Beh, quasi tutti i protagonisti, se non tutti, hanno almeno un motivo per volerlo morto, dato tutto il male che ha fatto e dato che sembra essere l’unico personaggio, almeno sino ad ora, a non aver mostrato alcun segno di pentimento per le sue azioni. Partiamo però con ordine.

La prima puntata si apre con la presentazione di Amorowat Anysia, detta “Ani”, nuovo personaggio che sarà anche la narratrice della storia. Ani va a vivere a casa di Bryce perché sua madre fa l’infermiera e si occuperà a tempo pieno del nonno materno gravemente malato del ragazzo. La giovane riesce a vedere un lato tutto nuovo di Bryce, che sembra iniziare a voler fare ammenda per ciò che ha fatto e a cambiare il suo carattere violento, ma morirà prima di poter portare al termine il suo scopo. 

I sospetti della polizia si concentrano, a turno, su quasi tutti i protagonisti. Viene presa di mira prima Jessica Davis, che è stata violentata da Bryce; poi le indagini si concentrano su Tyler Down, che è sempre stato un emarginato, è stato assalito e violentato dagli “sgherri” di Bryce e possiede ancora una pistola; su Tony Padilla, colpevole solamente di aver venduto al defunto la propria auto, su Justin Foley e Clay Jensen. Addirittura quest’ultimo sembra avere sempre più motivi per uccidere Bryce, a partire dal suo amore non ricambiato per Hannah, passando per l’attuale cotta per Ani, che ha avuto una relazione segreta con il ragazzo. Viene anche convocata l’ex signora Baker, che non è riuscita a perdonare Bryce per ciò che ha fatto alla figlia, ma che resta comunque una madre e sa che nessuna madre dovrebbe veder seppellire il proprio figlio. Zach Dempsey arriva ad autoaccusarsi dell’omicidio del giocatore di football perché lo ha gravemente pestato, salvo poi scoprire che la causa della morte è stato l’annegamento. L’unico sul quale le indagini si concentrano poco, è in realtà il vero colpevole, ovvero Alex Standall, che però viene magistralmente coperto da Ani, che fa archiviare il caso dando la colpa a Monty, deceduto in carcere dopo essere stato arrestato per la violenza ai danni di Tyler.

Questa terza stagione sembrava essere partita con il piede giusto, sembrava avere un ritmo incalzante e gestire bene il mistero della morte di Bryce, tuttavia, questa cosa è durata solamente la prima puntata, poi la serie è diventata lenta e ripetitiva, con i personaggi che hanno iniziato ad assumere comportamenti incoerenti, soprattutto alla luce di ciò che hanno fatto o che hanno visto. La serie parte con tutte le buone intenzioni di voler far luce su argomenti importanti come il bullismo, la violenza sessuale e il suicidio, ma, come per le scorse stagione, fa solamente un’accozzaglia di temi e rende le vittime carnefici e viceversa. Alla luce di come è stato poi mostrato, la morte di Bryce sembra essere assolutamente inutile e ingiustificata ed è stato preparato solamente il terreno per una possibile quarta stagione, dato che l’ultima puntata si conclude con il ritrovamento delle armi di Tyler da parte di un peschereccio e con Winston che sa che Ani ha mentito alla polizia.

La trama avrebbe potuto avere un mordente maggiore ed essere sfruttata meglio, oppure, semplicemente, avrebbe potuto fermarsi ai fatti narrati nel libro e riportati nella prima stagione della serie. 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ilaria

Diplomata al liceo scientifico e laureata in fisioterapia, ha la passione per le serie tv, la cucina e le recensioni.